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Ormai i social comandano.
Anche chi li odia.
Anche me.
Perché da lì passa una specie di protezione,
finta,
ma per qualcuno è l’unica,e scompaiono istinto,simpatia attrazione o semplicemente la vista .
La settimana scorsa ho perso il cane.
Ore a girare.
“Scusi, ha visto un cagnolino?”
Ogni tre persone:
una tira dritto,
una guarda il telefono,
una fa finta di non sentire.
Poi apro il telefono.
Scrivo due righe e un numero di telefono su un Facebook di un altro perché io non ce l’ho.
Me lo ritrovano.
E mi accolgono in casa.
Io, sconosciuto.
Quello ignorato in strada, pericoloso in strada .
Seduto nella cucina di tre studenti
Che non mi devono nulla
E mi danno tutto.
Che brutto mondo è questo,non ci si parla più,ma ci si salva con un post.
Ci si ignora dal vivo e ci si fida di una foto.
Ci si innamora di immagini ritoccate,
di messaggi scritti da nessuno,
forse da un’IA,
forse da uno che non esiste.
Poi, se va bene,
davanti trovi un’altra persona.
Se va male,al male non c’è fine
Io sono vecchia scuola.
Vado a cena per conoscere qualcuno.
E quindi spesso ceno da solo.
Ma va bene così.
Questo mondo lo lascio a chi lo ha creato
Io ci vivo solamente,
con il cane al guinzaglio
e poche illusioni, ma tanti sogni.
Non salvo nessuno, neanche me.
Sono solo uno qualunque
Che in strada non esiste,
ma online sì e mi disturba.